Progetti

Nuovo Teatro Giuseppe Verdi di Pordenone

Pordenone / 2009

  • CommittenteComune di Pordenone
  • Progetto architettonicoInterstudio Srl di Udine, per l'opera principale - Arch. Alessandro Traldi di Milano, per la “Variante visibilità”
  • Costruzionecemento armato
  • Dimensioni65.000 mc
  • Importo totale lavori€ 16.000.000
  • FunzioniDirezione operativa e progetto varianti per i lavori strutturali
  • ResponsabileIng. Massimo Brunetta

Si tratta di un edificio molto complesso destinato a contenere oltre che il nuovo teatro pubblico di Pordenone anche tutta una serie di spazi accessori. Il teatro ha destinazione mista, sia per spettacoli di prosa che musicali. La capienza è di 998 posti a sedere. Oltre agli spazi destinati al teatro vero e proprio, al foyer e alla torre scenica, l’edificio ospita una seconda sala per rappresentazioni teatrali di dimensioni minori, una sala per la danza, uffici e magazzini.

L’edificio occupa il medesimo sedime dei precedenti teatri della città, dallo storico Licinio, al più recente teatro Verdi, risalente agli anni cinquanta e omonimo di quello attuale. La collocazione, pur se centrale per la città, è risultata controversa sia per motivi logistici legati ai parcheggi, sia per l’esiguità oggettiva dello spazio disponibile in relazione alla ambizione degli obbiettivi. Come si è potuto constatare a opera realizzata, le polemiche avevano effettivamente colto nel segno: a causa della forma raccolta della sala, molti dei quasi mille posti a sedere offrivano una cattiva visibilità del palcoscenico. Fortemente voluta dalla cittadinanza, si è imposta la necessità di una variante che rimediasse il più possibile. I conseguenti lavori, denominati “Variante visibilità”, hanno portato alla rinuncia di una certa quantità di posti a sedere per assicurare una migliore collocazione ai rimanenti. Le modifiche sono consistite fondamentalmente in una variazione nella forma delle gallerie. A dispetto delle sofferte vicissitudini il risultato finale dal punto di vista architettonico è a nostro avviso pregevole ed è stato confortato dalla quasi generale approvazione del pubblico, che continua ad affollare quotidianamente il teatro.

Dal punto di vista strutturale la parte più delicata dei lavori è quella che ha portato alla realizzazione dello scavo per i due piani interrati. Si è trattato di realizzare uno scavo protetto da diaframma in c.a. in una zona ad elevatissima densità costruita, con l’intero perimetro in adiacenza a strade aperte al pubblico e ad edifici esistenti. Il tutto in presenza di acqua di falda con portate elevate e con la necessità di intubare attraverso l’intero sedime una roggia esistente. Questa fase dei lavori si è dimostrata delicata soprattutto a causa della necessità di mantenere un rigoroso controllo dei livelli della falda freatica nelle aree limitrofe, al fine di non causare cedimenti e danni negli edifici vicini. A questo fine lo scavo è stato diviso in due metà separate per mezzo di un diaframma “plastico” e realizzate in fasi distinte. Si è così ridotta della metà la portata di acqua che doveva essere aspirata durante i lavori, prima della realizzazione della platea di fondo.

Le fondazioni consistono per la parte perimetrale nel diaframma stesso, che ha quindi anche ruolo portante, per la parte interna in pali trivellati di largo diametro e della medesima profondità. Diaframma e pali sono stati realizzati con supporto temporaneo bentonitico. La struttura portante in elevazione è di tipo tradizionale a setti e pilastri in c.a. con orizzontamenti a soletta piena. La copertura della sala è di tipo prefabbricato precompresso, mentre quella del foyer e della torre scenica sono in acciaio. Le forme tondeggianti e la finestratura complessa hanno richiesto l’utilizzo di putrelle calandrate di non facile messa in opera. Anche per la realizzazione delle nuove gallerie in variante si è ricorso ad una struttura in acciaio voluta al fine di rispettare i brevissimo tempi a disposizione.

Merita infine di essere evidenziata, tra le peculiarità che hanno caratterizzato la realizzazione, la quasi totale mancanza di spazio a disposizione per il cantiere. Mancanza che ha causato innumerevoli problemi logistici. Per la cerimonia voluta a completamento dei lavori si è finiti per chiudere un’intera strada in adiacenza all’edificio, lungo la quale è stato offerto a maestranze, passanti e vicini un ricco banchetto.

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